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ALTRE FONTI RINNOVABILI
Eolico
L'energia eolica è il prodotto della conversione dell'energia cinetica del
vento in altre forme di energia prevalentemente energia elettrica tramite una
centrale eolica. Si trova al primo posto tra tutte le energie rinnovabili per il
rapporto costo/produzione, ed è stata anche la prima fonte energetica
rinnovabile usata dall'uomo.
L'impatto ambientale, seppur rivalutato negli ultimi anni,
rappresenta tutt’oggi un grosso disincentivo all'installazione di questo
genere di impianti, soprattutto in Italia. Nella gran parte dei casi infatti
i luoghi più ventosi risultano essere le cime ed i pendii di colline e
montagne, spesso luoghi dove la natura viene protetta e dove gli impianti
eolici risultano visibili anche da grande distanza, con un impatto
paesaggistico in alcuni casi non tollerabile. Inoltre generano un lieve
inquinamento acustico, che in ecosistemi delicati potrebbe influenzare la
vita delle specie animali presenti.
Altro lato negativo dell'energia eolica è la relativa
incostanza: la differenza di produzione di energia che si riscontra in una
giornata estiva di "calma piatta" e in una giornata autunnale,
caratterizzata da venti forti e costanti, è notevole. Ciò comporta
un’alternanza di situazioni di deficit energetico e di surplus energetico,
difficile da gestire a livello di trasporto e commercializzazione. Per
questo motivo è necessaria un’analisi approfondita delle caratteristiche del
vento nei siti in cui si intende installare degli aerogeneratori.
Microeolico
Rappresenta una valida alternativa alla diffusione dell’energia eolica
associata solitamente ai grandi parchi eolici e alle grandi centrali. Il
microeolico consiste nella produzione di energia elettrica in maniera
distribuita per soddisfare i propri fabbisogni analogamente a quella degli
impianti fotovoltaici di piccola taglia. Questi microsistemi, della potenza di
qualche kilowatt, non sono sottoposti a vincoli di installazione e rappresentano
a tutti gli effetti un’ottima soluzione per la produzione di energia su piccola
scala in modo sostenibile e compatibile con l’ambiente.
Biomasse
Per biomassa s’intende ogni sostanza organica derivante direttamente o
indirettamente dalla fotosintesi clorofilliana.
Le fonti di energia da biomassa sono costituite dalle sostanze di origine
animale e vegetale, non fossili, che possono essere usate come combustibili per
la produzione di energia. Alcune fonti come la legna non necessitano di subire
trattamenti; altre come gli scarti vegetali o i rifiuti urbani devono essere
processate in un digestore.
I settore delle biomasse si può suddividere in tre principali
filiere:
legno (pellet, cippato)
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agricoltura (olio vegetale, biodiesel)
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scarti e rifiuti (biogas, termovalorizzazione)
Lo sfruttamento delle biomasse, il cui unico problema a livello
tecnico sarebbe il potere calorifico moderato (circa la metà del carbone), è in
realtà limitato da determinati fattori strettamente legati alla loro natura:
Disponibilità
Le biomasse non sono disponibili in
ogni momento dell'anno. Basta pensare ad esempio a tutte quelle che derivano
da colture stagionali, la cui raccolta avviene in un determinato periodo
dell'anno. Per questo motivo impianti di potenza alimentati a biomasse
richiedono grandi zone per lo stoccaggio del materiale, che viene di fatto
reso disponibile solo una volta l'anno.
Resa per ettaro
Al contrario dei combustibili
tradizionali, che si trovano generalmente in giacimenti di grandi
dimensioni, la produzione di biomasse avviene generalmente su aree molto
elevate. Questo è forse il principale limite allo sfruttamento delle
biomasse. Si pensa che, volendo alimentare a biomasse l'impianto di
generazione elettrica di Porto Tolle (4 gruppi da 660 MW, attualmente
alimentato a carbone) sarebbe necessario dedicare alla coltura delle
biomasse una superficie maggiore dell'intera Pianura Padana.
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